Allora lasciatemi gridare: dunque finché al mondo vi sarà qualcuno capace di amare, non si spegnerà mai la speranza! E ogni augurio è anche offerta di speranza.
Ma, chiudendo, mi pare di sentire una voce che mi turba un poco. “Queste sono parole, questa è oratoria, signor Presidente, questa può anche essere lirica! Altro che parlare di amore! Qui ci sono diritti che attendono riconoscimento, doveri trascurati impunemente, ci sono tante cose che non vanno; anzi qui non va più nulla!” Me lo son sentito dire: “Tutto male, tutto marcio”.
Ebbene, non mi arrenderò mai ad una diagnosi cosí nefasta e pessimista e antiumana. Mai!
Né accetterò mai di credere che un paese dove per caso tutte le cose, e solo le cose, fossero a perfezione, possa essere ritenuto più giusto e più vivibile.
Che tante cose debbano essere messe a posto, è giustizia ed è fuori dubbio, ma noi stiamo in crisi, ricordiamocelo, soprattutto per i valori più alti dell’uomo. Noi siamo in crisi per i valori dello spirito. Noi siamo in crisi per i valori della cultura e degli ideali.
Non facciamoci trascinare a valutazioni che riguardino solo le cose. Solo le cose!
Sarebbe la fine dell’uomo! E la democrazia è dell’uomo. La democrazia è per l’uomo!
Qui, qui sono le radici del nostro, del mio impegno indispensabile di ottimismo; e su questo, solo su questo, si ricostruisce.
Al di là di quello che puoi pensare del suo operato, questo è ciò che ha lasciato alle generazioni future.
Arrivederci, Presidente Scalfaro.



